XIX Edizione di “Mo’l’estate Gargano

Ray Mantilla ospite a Mol’e’state 2012.                     

mole

XIX Edizione di “Mo’l’estate Gargano – festival di arte varia”

RAY MANTILLA featuring EDY FERNADEZ

lunedì 13 agosto 2012 a Borgo Celano

Alla XIX edizione e in vista del ventennale del prossimo anno, dopo Max Manfredi e Yo Yo Mundi, prosegue, la nuova stagione “a tappe” del festival di arte varia Mo’l’estate Gargano: il prossimo 13 agosto è la volta della “leggenda vivente di salsa e latin jazz” Ray Mantilla.

Portoricano ma newyorchese di nascita, Ray Mantilla è considerato tra i più grandi percussionisti della musica latino-americana a vocazione jazzistica e, alla veneranda età di 78 anni, vanta una carriera straordinaria avendo collaborato e suonato con alcuni mostri sacri della musica afro-americana. Al suo fianco, un altro grandissimo musicista, il pianista Edy Martinez, il cui firmamento brilla di personaggi quali Dizzie Gillespie, Ron Carter, Mongo Santamaria, Tito Puente… Con loro due, a completare un quintetto da favola, sono Chuco Martinez al basso, Bill Elder alla batteria, Gaspare Pasini al sax.

L’evento si svolgerà nella splendida cornice della piscina del Park Hotel Celano in località Borgo Celano, frazione di San Marco in Lamis FG.

Ingresso € 12,00

Gli eventi sono promossi dal PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV – PUGLIA SOUNDS – Investiamo nel vostro futuro.

Partner organizzativi dell’Associazione Culturale Mo’l’estate sono la Pro Loco di Borgo Celano, il Gruppo Speleologico “Montenero”, l’Associazione Borgo Magna, il Forno Sammarco.

Da risaltare l’assenza del Comune di San Marco in Lamis che decide di disinteressarsi del festival per motivi a noi ignoti ma, sicuramente, ben definiti: nella scelta delle manifestazioni finanziate per Mo’l’estate Gargano non ci sono spazi, non ci sono risorse, non c’è nulla… nemmeno una convocazione. Chiacchiere di corridoio e di piazza a parte. E d’altronde, nella conferenza stampa dell’edizione dello scorso anno, al cospetto di rappresentanti regionali e provinciali, i segnali si erano avuti chiari e la brutta figura il nostro comune (nel senso di comunità) l’aveva già fatta. Una scelta legittima (?) che toglie però possibilità e risorse alla città… comunque la si pensi!

Immaginiamo, e comprendiamo, il rammarico degli amministratori sammarchesi per aver escluso dalla programmazione delle attività artistico-culturali locali una eccellenza dei festival pugliesi per via di una programmazione che doveva comprendere “…grandi progetti…” ed essere “…grossa e importante…”, come si era detto, appunto, nella citata conferenza stampa.

Mo’l’estate Gargano

Non solo un festival musicale, Mo’l’estate Gargano è un contenitore di differenti forme ed espressioni artistiche (cinema, teatro, danza, mostre…) e di produzioni che ruotano soprattutto intorno all’arte dei suoni, tutti, e delle parole; tra i primi a proporsi in questa veste sul territorio nazionale, ha come obiettivo principale l’offerta di punti di incontro e dibattimento tra culture e formazioni differenti, anche per età e gusti, inducendo stimoli e singolarità formativi. Negli ultimi anni il festival si è caratterizzato per la destagionalizzazione mentre ha ripreso la sua primordiale vocazione itinerante rappresentandosi in varie città della capitanata.

Biografia Ray Mantilla

Nato nel South-Bronx nel 1934, Ray Mantilla ha da subito iniziato a respirare i profumi delle radici musicali afrocubane, miscelate con gli afrori Jazz che uscivano dalle sale da ballo. A 21 anni è già sui palchi di Eddie Palmieri e Ray Barretto, a suonare con le sue congas quella particolare sintesi ‘nuyoricana’ conosciuta come ’salsa’. Dal 1960 la sua fama si fa internazionale accanto a personaggi del calibro di Herbie Mann, Max Roach, Art Blakey and The Jazz Messengers, Charlie Mingus,Tito Puente… Mantilla definisce la sua musica come Latin-Jazz, ponendo un particolare accento sulla latinità del ritmo. Sei dischi sono usciti a suo nome, ma sono circa duecento quelli in cui è apparso come ospite. L’esuberanza non fa certo difetto a Mantilla. Nulla di strano, per un musicista come lui abituato a considerare il palcoscenico, oltre che come spazio dell’esecuzione musicale, come vero e proprio luogo di teatro. Quando prende un assolo o quando incita i suoi musicisti, Mantilla è un grande showman. Anche quando non è seduto dietro le sue congas, Mantilla è un irrefrenabile istrione, con un tocco di divertito esibizionismo che sosteneva che «all the world is a stage». La musica e lo spettacolo, il ritmo e l’energia hanno scandito oltre quattro decenni di carriera al fianco dei nomi più illustri sia della scena jazzistica che di quella latin: Tito Puente, Art Blakey, Max Roach, Gato Barbieri, Charles Mingus e, se non bastassero questi, Herbie Mann, Bobby Watson, Cedar Walton, Muhal Richard Abrams, Ray Barretto… Nonostante fosse già un percussionista di riferimento, Mantilla ha atteso sino alla fine degli anni Settanta prima di dedicarsi con continuità a progetti propri. La documentazione della carriera di Mantilla come leader inizia infatti nel 1978 con la registrazione di Mantilla per la Inner City (il disco è oggi praticamente introvabile). Ma è nella prima metà degli anni Ottanta, con la creazione della Space Station e le registrazioni per Red Records, che Mantilla si impone come capogruppo. Più recente è poi la creazione della Jazz Tribe: praticamente una formazione all stars, pur non avendone il nome, con la quale Mantilla prosegue il sodalizio discografico con Red Records.

scritto da gennaro il 9 agosto 2012 / lascia un commento

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