Chick Corea, Eddie Gomez, Paul Motion – Further Explotions

Chick Corea, Eddie Gomez, Paul Motion – Further Explotions.                 

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Il contributo del pianista, compositore e arrangiatore Bill Evans all’evoluzione del linguaggio jazz ed alla sua diffusione è stato enorme. La sua musica ha influenzato generazioni di pianisti, non solo nell’ambito del jazz, e molti hanno voluto rendergli un tributo. In questa nuova produzione della Concord Jazz, un’altra leggenda del pianoforte, Chick Corea, gli rende omaggio in compagnia di due musicisti che hanno affiancato Evans a lungo: il bassista Eddie Gomez e il compianto batterista Paul Motian. Prodotto dallo stesso Corea, il doppio cd “Further Explorations” è stato registrato dal vivo al Blue Note di New York tra il 4 e il 17 Maggio 2010. Corea, Gomez e Motian in questo album rileggono l’intera discografia di Bill Evans, utilizzando la musica del pianista come un modello con cui confrontarsi. Ognuno dei tre musicisti propone infatti brani originali che si affiancano ad alcuni dei grandi classici di Evans. Il primo album si apre con “Peri’s Scope” (dall’album Portrait in Jazz) e “Gloria’s Step,”con “Ambito Peri”, un classico di Scott LaFaro tratto dall’album Sunday at the Village Vanguard. Altri momenti salienti sono “Alice in Wonderland” dall’album Waltz for Debby e la splendida ballad “Laurie” dall’album We Will Meet Again. Il primo disco propone anche una chicca: un brano inedito di Evans chiamato “Song n ° 1″. La melodia è stata scoperta dall’archivista Fuchs Frank. Chick Corea ha trascritto la canzone e Eddie Gomez ha confermato che si tratta di un brano su cui Evans aveva lavorato per anni. Il secondo disco si apre con “Hot House”, una composizione di Tadd Dameron, seguita da “Mode VI” di Paul Motian. Spaziando tra il classico “Turn Out The Stars” e composizioni degli altri membri del trio, il disco si chiude con“Puccini’s Walk” di Gomez. Questo doppio album rappresenta una straordinaria testimonianza dell’estro di questi tre musicisti e del loro amore per Bill Evans. Ma l’album non è animato da una ricerca nostalgica del passato, quanto piuttosto dalla voglia di esplorare ulteriormente le possibilità del trio jazz, seguendo la strada aperta da Bill Evans.

scritto da gennaro il 20 febbraio 2012 / lascia un commento

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