Anteprima di ACAB

Conferenza stampa di presentazione del film ACAB.

acab

La Recensione

A.C.A.B. All Cops Are Bastards
all cops are bastards, questo motto creato dal movimento skinhead inglese degli anni Settanta e adottato sotto forma di acronimo per intitolare questo film (tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini) non smentisce la natura di questi personaggi che, almeno in questa occasione, non fanno nulla per farsi volere bene. Abbandonando quindi l’immagine del buon poliziotto proprio il regista Stefano Sollima che in passato aveva diretto numerosi episodi della serie tv La Squadra, compie il suo esordio sul grande schermo con dei personaggi che assomigliano per quanto arcani di più a quelli del suo penultimo sforzo da regista, vale a dire la serie televisiva di Romanzo Criminale.
Sullo sfondo di una sfocata periferia romana fatta di quartieri popolari, campi rom, e cancelli di stadi si intrecciano le vicende di alcuni agenti del reparto mobile della polizia, cosiddetti ‘celerini’ che unitamente al loro grande spirito di sacrificio e devozione alla divisa mettono in mostra tutto il loro ‘essere umani’ arrivando all’esasperazione, all’estremo soprattutto quando la vita privata arriva alla resa dei conti. I vari Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro), Mazinga (Marco Giallini) Andrea (Domenico Diele) sottoposti a situazioni difficili come possono essere un divorzio con affidamento, uno sfratto imminente o un disastroso rapporto con un figlio sono resi  bastardi ancor di più da una vita vissuta nella violenza che è specchio deformante di una società esasperata.
Ed ecco allora sfociare la violenza, istinto incontrollabile e liberatorio, per rispondere e reagire ad un’offesa o a uno sputo, per rispondere rabbiosamente alla vita; ecco la fratellanza ed il gruppo da non mettere mai in discussione e da difendere ad ogni costo e con qualsiasi mezzo o ‘mezzuccio’.
Nel panorama complessivo troviamo immerse questioni di grande rilievo sociale quali sono l’immigrazione clandestina, l’odio razziale e l’estremismo politico  nonché la questione degli ultras, il tutto trattato però in maniera sottile e non impegnata, semplici tasselli che completano il grande puzzle scenografico; come hanno più volte sottolineato Sollima e Bonini entrambe le opere (romanzo e film) non vogliono essere produzioni di denuncia sociale, o meglio non solo, ma sono soprattutto storie di uomini. E allora allo stesso modo ecco che a muovere i personaggi sono anche vicende che hanno scritto alcune delle pagine più tristi della cronaca, dopo l’ombra inquietante di quanto successo al G8 di Genova nel 2001 si susseguono infatti la morte dell’ispettore Filippo Raciti nel Febbraio 2007, il caso di Giovanna Reggiani violentata e uccisa da un rumeno il 30 Ottobre 2007 e infine l’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri avvenuta l’11 Novembre 2007.
Si tratta senza dubbio di un film dai toni cupi, quasi arcani con uno stile visivo asciutto e realistico che mette in risalto il ricco ventaglio degli aspetti umani, da quelli sentimentali a quelli umoristici e grotteschi, alternando momenti grandiosi a quelli più intimi e privati.
Abbiamo apprezzato particolarmente lo stile fluido e dinamico intriso di sana tensione tipica di un poliziesco moderno il tutto condito da un impianto sonoro sicuramente energico composto da pezzi forti tra i quali l’irriverente ‘Police on my back’ dei Clash oppure ‘All cops are bastards’ dei 4 Skins e soprattutto l’indimenticabile ‘Seven nation army’ dei White Stripes.
Insomma un film sicuramente da vedere e che consigliamo soprattutto a chi non ama il lieto fine o la solita lotta del bene contro il male, un film scorbutico ma appassionante come i suoi personaggi che non amerete ne odierete  ma che vi faranno sicuramente meravigliare.

Ferdinando Graziano

scritto da gennaro il 1 febbraio 2012 / lascia un commento

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