Ennio Rega in uscita con il nuovo disco.

Uscirà il 20 settembre 2011 il nuovo disco di Ennio Rega dal titolo “Arrivederci Italia”.  

Ennio Rega

Un disco non è un paio di scarpe, dovrebbe essere il centro della cultura di un paese, proprio come un libro”dichiara Ennio Rega che pubblicherà per Scaramuccia Music /Edel  il suo quarto album  “Arrivederci Italia“,  dal 20 settembre 2011 nei negozi.

Arrangiato con il chitarrista svedese Lutte Berg il disco è stato registrato in diretta dal quintetto che Rega, pianoforte e voce, dirige da anni,  alla Lead Studios di Roma nel 2010, mixato a Milano alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani dall’americana M.J. Robertson.

A differenza del precedente lavoro “Lo scatto tattile” qui il  suono è fondamentalmente acustico, uno stile  jazzistico, contaminato da classica e popolare, che mescola con naturalezza ska, shuffle, swing, beguine, reggae, polka, rock. Una sorta di concept album, un j’accuse dell’autore all’ Italia irrilevante (uno dei brani da cui è estrapolato il titolo della raccolta), quella che ha profondamente creduto nel grande sogno anni ‘70 per poi finire nell’apatica  mediocrità del rimpianto di una  “bellezza”, oggi tutta da rifondare.

La teppa dei marchettari, La buca, Lo sciancato, nell’ordine della scaletta, sono tre storie “maledette” molto attuali,  ambientate in tre luoghi diversi della Capitale: Valle Giulia, Stazione Ostiense, Campo de’ fiori. Giovannino, Rosa di fiori finti,  sono altri racconti ai confini della nebbia, la notte e la malavita.

Sbriciolo ai corvi, La curva del gatto, Lungo i tornanti sono storie dal taglio “cinematografico”, descrivono con ironia e sentimento il luogo della solitudine in un’Italia arrogante ma anche “spaesata  e dolce come a volte lo sono i suoi abitanti”.

Un posto a parte occupano due brani autobiografici molto diversi tra loro:  Io Lino e Lia è l’ amara ironia su chi vende il proprio corpo  per far carriera, Ballata della via larga  (è la via in cui è nato l’autore), una riflessione sulla pseudo-modernità della globalizzazione  mediante il racconto della propria infanzia nell’entroterra del Cilento, al secondo piano di un Carcere Mandamentale diretto dal padre. E’ il brano dell’album che apre alla  speranza di cambiamento.

Il più labile dei dati è un urlo rabbioso contro la stupidità del “fare” come “valore assoluto” di un liberalismo che esclude ogni ragionamento su questioni di esistenza. Con Libertà, anche in questo come il precedente album, Rega  mette in musica F. Pessoa: la cultura conta meno dei sentimenti e della poesia. Ragazzo mio è un omaggio a Tenco, brano pensato inizialmente come ghost track, inserito poi in scaletta per la forte appartenenza al tema dell’album. Porcapolka è una polca che non vuole invitare al ballo né a sofisticherie filosofiche ma a cercare il senso della vita sulla strada, poiché la vita  è “più una spinta dal basso che una creazione dall’alto”.

scritto da gennaro il 20 luglio 2011 / lascia un commento

commenti

lascia il tuo commento

ildisco.it: I dischi in redazione

Il disco.it

advertise

Rete dei Festival

Club Tenco

club Tenco

La leva cantautorale

club Tenco

Bravo On Line

Il sito della canzone dei cantautori italiani e della musica di qualità. www.bravonline.it

tag cloud