Sandro Joyeux et 100 Dromadaires

Sandro Joyeux et 100 Dromadaires in concerto all’Arenile di Bagnoli.    

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Cresciuto a pane e Marley, ma pure Weather Report, Billy Cobham, Stanley Clarke, il groove di Stevie Wonder, Marvin Gaye e Sly Stone, le atmosfere Qawwali di Nusrat Fateh Ali Khan, e naturalmente l’Africa del “Black President” Fela Kuti e quella del singer-songwriter maliano Boubacar Traorè, Sandro comincia presto a gironzolare per il Continente Nero, recuperando la lingua bambara, idioma d’origine maliana ma tra i più diffusi dell’Africa Occidentale, che va ad affiancare il nativo francese, gli acquisiti arabo e pakistano, ed il ritrovato italiano, idioma paterno di cui il giovane musicista si riappropria in età adulta.
Sandro trascina con la sua “percutarra”, tecnica chitarristica dei suoi maestri africani, arricchita di reggae e groove dal sangue misto: la cassa armonica si fa, sotto le sue mani, grancassa e rullante assieme, mentre questi inediti ritmi s’intrecciano con gli arpeggi del Mali e del Pakistan, a produrre un “muro di suono” caldissimo, da chiedersi se tutto ciò possa uscire da sole due mani ed uno strumento.
Nei suoi concerti lo hanno spesso accompagnato dal vivo tanti amici incontrati lungo il cammino che, conquistati dal suo suono unico, hanno di volta in volta dato vita a formazioni prima spontanee, poi con una loro continuità: Baba Sissoko, Emanuele Brignola (bassista di Tiromancino, Daniele Silvestri, Alex Britti, Cristina Donà), Pape Kanoute (griot senegalese sassofonista dell’Orchestra Nazionale del Senegal), Madya Diebatè, (virtuoso suonatore di kora della Casamance), Piero Monterisi (batterista di Daniele Silvestri, Cristina Donà, PFM), Adriano Bono (Radici nel Cemento) Antonio Ragosta
(chitarrista di Mandè, Contrada Casiello) Ilaria Graziano e Awa Ly.

Le canzoni di Joyeux et 100 Dromadaires ci portano Dakar, Kinshasa, Kartoum,
raccontando storie di villaggi, di bambini soldato, di fiumi e di foreste in pericolo, nelle lingue e i dialetti di Algeria, Marocco, Mali, Senegal, Costa d’Avorio, Congo, Madagascar, Francia, Italia e Giamaica.

scritto da gennaro il 8 marzo 2011 / lascia un commento

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