Salvatore Russo – La Touche Manouche

Salvatore Russo – La Touche Manouche (Saint Louis Jazz Collection)

 

Salvatore Russo - La touche manouche

In prossimità del centenario della nascita di Django Reinhardt (1910-1953) è un piacere recensire l’ultima fatica di un eccellente chitarrista di casa nostra e del sud in particolare. Salvatore Russo si è fatto conoscere in Italia tramite una ventennale esperienza che lo ha visto suonare per nomi noti del panorama musicale italiano come Celentano, Venditti  ed internazionale come Jossoun Dour, Ana Belen, Alfredo Paixao e altri ancora. Molto conosciuto anche nell’ambiente chitarristico per la costante presenza nella rivista Axe e per gli album rock-fusion registrati per l’etichetta Guitar9 records.

Da qualche anno l’attenzione di Russo si è spostata verso la musica manouche, ovvero una delle declinazioni più affascinanti del jazz, ancora oggi portata avanti con il rigore della tradizione e senza nessun tipo di contaminazione. Il tipo di chitarra usato (modelli derivati dalla storica Maccaferri), la particolare tecnica della mano destra, la visione “verticale” della tastiera ma soprattutto la tradizione orale con cui si tramanda ne fanno un genere che, al di la degli aspetti formali, punta dritto al cuore di chi ascolta facendolo immergere in atomsfere dal sapore antico.

La Touche Manouche” è il risultato della collaborazione e dell’amicizia con Stochelo Rosenberg, chitarrista olandese di etnia Sinti, unanimemente riconosciuto come colui che ha raccolto l’eredità di Django nel nuovo millennio. La formazione del disco, oltre ai due frontman vede la partecipazione Franco Speciale (chitarra ritmica), Camillo Pace (contrabbasso), Alessandro Napolitano (batteria) e Ovidio Venturoso (percussioni).

I due chitarristi “dialogano” attraverso le 14 tracce tra le quali a nostro avviso spiccano le composizioni di Russo: “Made in Italy”, la bella “Bossa Med” (sample 1), il valzer di “Valse a Floriana” e la breve ma bellissima “Miro Maal” (sample 2), in cui c’è la conferma che Russo ha appreso non tanto la tecnica ma la vera e propria “anima” manouche. La title track di Rosenberg è molto bella anche se non è tra le cose migliori che ha prodotto, mentre dal songbook di Django sono presenti “Anouman” e “Love’s Melody” a parte i “soliti” ma forse inevitabili “Minor Swing” (sample 3) e “Djangology”. Personalmente apprezziamo di più una scelta come “Bernie’s Tune” scritta da Jerry Mulligan ma spesso suonata da Django.

 Concludendo :

E’ un album in cui il fraseggio e la composizione manouche è presentata in ogni suo aspetto, con una grande tecnica e rispetto della tradizione. Russo è un eccellente chitarrista che riesce in questo disco a suonare alla pari con un maestro come Rosenberg, e non è cosa da poco.

Lino Muoio

(sample 01)  

(sample 02)  

(sample 03)  

 

 

scritto da gennaro il 8 gennaio 2010 / un commento

commenti

lascia il tuo commento

ildisco.it: I dischi in redazione

Il disco.it

advertise

Rete dei Festival

Club Tenco

club Tenco

La leva cantautorale

club Tenco

Bravo On Line

Il sito della canzone dei cantautori italiani e della musica di qualità. www.bravonline.it

tag cloud