Levon Helm

Recensione del disco “Elettric dirt” di Elvon Helm.Levon_Helm_Electric_Dirt

Dallo scioglimento della mitica canadese The Band nel 1976, solo Robbie Robertson e Levon Helm hanno avuto significative carriere soliste.
Tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ’80, periodo durante il quale l’artista ha partecipato ad una reunion della Band e che l’ha visto lottare contro un cancro alla gola, Helm ha prodotto una serie di album di poco rilievo. La sua carriera sembrava quindi proseguire prevalentemente con attività live piuttosto che in studio.
Nel 2007 Helm ha sorpreso tutti con “Dirt Farmer”, un album di brani folk tradizionali e moderni. Album tanto ben fatto quanto “trendy” (è di  moda oggi rifare i classici che rappresentano le proprie radici musicali), che lo porta a vincere un grammy award come Best Traditional Folk Album. “Electric Dirt” è la naturale prosecuzione del precedente lavoro, registrato, nella casa/studio di Helm a Woodstock con lo stesso gruppo di musicisti, Larry Campbell e la figlia Amy su tutti. Campbell ha il ruolo di produttore, musicista e arrangiatore, ruolo in cui riesce perfettamente visto anche il recente lavoro con Jorma Kaukonen registrato anche esso a Woodstock.
Nonostante la voce di Helm sembra essere più debole del passato, la convinzione che trasmette è forte, fortissima. Bastano le prime note del disco per capire che si è di fronte ad un lavoro di qualità superiore.: Helm ha quella rilassatezza e quella maturità che fanno apprezzare ogni singola nota che sia essa cantata, composta, arrangiata o suonata. 
La scelta dei brani è molto varia e copre un ampio raggio dell’American root music. Si parte con “Tennessee Jed” (sample 01) dei Grateful Dead  con gli arrangiamenti di fiati di  Steven Bernstein letteralmente strepitosi .  In “Move along train” emerge lo stile batteristico di Helm tanto “dietro il beat” da valere davvero tutto il disco (sample 02). Bello il blues classico di Muddy Waters’ “You Can’t Lose What You Never Had”, in cui Campbell suona il mandolino in perfetto stile Yank Rachell e bella anche “Golden Bird” (sample 03), firmata dal vecchio amico del clan Dylan Happy Traum con voce e violino iniziali davvero spettacolari.
Degli 11 brani del disco l’unico brano originale è “Growing Trade”, in cui viene fuori uno spirito country nel senso vero della parola, puro e rispettoso della semplicità della tradizione.
Un bel disco, dunque, davvero, vario negli andamenti e mai monotono. Suonato e prodotto splendidamente.  Se è vero, come si dice, che Helm da giovane cantava come un vecchio saggio, a chi  potrà paragonarsi oggi?
Lino Muoio

 

(sample 01)  

(sample 02)   

(sample 03)  

scritto da gennaro il 11 novembre 2009 / lascia un commento

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