Esce la raccolta di Luigi “Grechi” De Gregori

Oggi esce “TUTTO QUEL CHE HO 2003-2013″, la raccolta discografica di LUIGI “GRECHI” DE GREGORI con i 18 brani più rappresentativi tratti dai suoi 3 precedenti album.

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LUIGI “GRECHI” DE GREGORI

OGGI ESCE LA RACCOLTA

“TUTTO QUEL CHE HO 2003-2013”

Oggi, martedì 16 giugno, esce la raccolta “TUTTO QUEL CHE HO 2003-2013” del folksinger LUIGI “GRECHI” DE GREGORI, una collection che racchiude i suoi brani più rappresentativi in cui si mescolano storie e personaggi molto cari al cantautore.

Il disco è disponibile in digital download, su tutte le piattaforme streaming e, a partire dal 7 luglio, in tutti i negozi tradizionali.

La raccolta “Tutto quel che ho 2003-2013” (su etichetta Caravan e distribuzione iCompany) contiene 18 brani tratti dai precedenti album di Luigi “Grechi” De Gregori (“Angeli e Fantasmi”“Pastore di Nuvole” e“Ruggine” ) e ripercorre i successi del cantautore ispirati al mondo musicale d’oltreoceano ma anche a tematiche “di casa nostra”. Le canzoni scelte, estrapolate dai loro album di origine e assortite in  questa collection, si susseguono come in uno spettacolo dal vivo dando una continuità quasi inaspettata a questo progetto discografico. L’album, in bilico tra il folk e l’alt-country, ripropone brani che non sono invecchiati ma che hanno ora una nuova vita.

«Visto che le copie in mio possesso di “Angeli e Fantasmi” erano ormai esaurite racconta Luigi “Grechi” De Gregori – pensavo ad una ristampa. Poi ho considerato che ero proprietario anche del master di  “Ruggine” , il CD precedente, e avevo una liberatoria per i brani di  “Pastore di Nuvole”. E allora perché ristampare solo “Angeli e Fantasmi” ? Così ho scelto diciotto brani dai tre CD: non semplicemente i migliori, ma soprattutto quelli che considero arrivati a una loro versione “definitiva”, a quella che meglio mi rappresenta. E così, mettendo le canzoni una dietro l’ altra, mi sono accorto che la raccolta , malgrado qualche differenza nella qualità della registrazione, aveva una sua unità e, malgrado la semplicità dei suoni (o forse proprio per questo),  i brani non erano per nulla invecchiati. Quello che mi aspetto è che un pubblico diverso e ben più ampio di quello dei miei aficionados scopra questa raccolta e le sue diciotto canzoni (a parte “Il bandito e il campione”)  come una novità assoluta.»

Luigi “Grechi” De Gregori, del tutto disinteressato alle mode e inguaribilmente attratto dalla musica dal vivo più che dalle sale di registrazione, attende qualche anno prima di pubblicare il suo primo album “Accusato di libertà” (PDU, 1975). E di libertà Grechi dimostrava di intendersene parecchio: lo troviamo infatti a suonare in giro per festival alternativi e radio libere, locali e cantine, o anche a leggere i tarocchi ai passanti e a viaggiare su e giù per l’Italia, l’Irlanda, gli Stati Uniti. Alla fine degli anni Sessanta, nel celebre locale trasteverino “Folkstudio”inizia a dirigere, insieme a Francesco Pugliese, il primo “Folkstudio Giovani” della domenica pomeriggio, uno spazio che poi divenne la fucina della cosiddetta “scuola romana” di cantautori, all’interno del quale mossero i loro primi passi artisti del calibro di Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Rino Gaetano e molti altri.A Milano fa anche il bibliotecario, come già il padre e il nonno, ma questo non gli impedisce di continuare a suonare e ad incidere brani corrosivi e spiazzanticome “Elogio del tabacco”“Il mio cappotto”, esempi di discografia non allineata che, seppur lontanissimi dalla hit parade, cominciano a procurargli stima ed attenzione da parte di un pubblico di nicchia. Verso la fine degli anni Ottanta, con qualche disco in più all’attivo, Luigi Grechi scrive “Il bandito e il campione”(brano portato al successo dal fratello Francesco De Gregori), grazie al quale si aggiudica il Premio Tenco nel 1993 come Miglior canzone dell’anno. Passato dalla PDU alla Sony incide gli album “Dromomania”“Azzardo”“Girardengo e altre storie”“Cosìvalavita”“Pastore di Nuvole” ed infine “Angeli e Fantasmi”, il suo ultimo, ispirato lavoro. Nel frattempo, partecipa a festival itineranti con i poeti della beat generation, accompagna alla chitarra Lawrence Ferlinghetti e torna negli Stati Uniti a suonare con i suoi amici Peter Rowan e Tom Russell.

scritto da gennaro il 15 giugno 2015 / lascia un commento

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